Francesco Marconi e Vittorio Traversa percorrono la disciplina che regolamenta le società benefit al fine di identificare gli elementi caratterizzanti questa nuova tipologia di impresa. Partono così dalla definizione di BCorporation, introdotta per la prima volta nel 2010 negli Stati Uniti e che da allora ha conosciuto una significativa espansione. Di fatto, non è stata istituita alcuna forma giuridica ex novo e sono ancora molti i modelli possibili che una società può utilizzare nella definizione dei propri obbiettivi di sostenibilità. Vi sono tuttavia alcuni elementi comuni che vengono rispettati, come l’assenza di specifici benefici fiscali per tali società e l’impegno da parte del Management di considerare parimenti gli obbiettivi sociali/ambientali e quelli finanziari. La certificazione di BCorp viene concessa dall’organizzazione no profit B-Lab, non ha valenza di legge e si basa su una valutazione circa l’indagine delle performance di sostenibilità della società. Gli autori si concentrano poi sull’ordinamento italiano, rappresentato dalla disciplina in merito alle società benefit della L. 208/2015. Anche in questo caso non vi è l’introduzione di una nuova forma societaria, ma sono previste una serie di disposizioni quali la necessità di un’apposita clausola statutaria indicante il beneficio comune perseguito, il bilanciamento dell’interesse degli shareholder con quello degli stakeholder e la relazione annuale sugli obbiettivi ambientali e sociali. La modifica a livello statutario dei fini perseguiti dall’impresa rende più solido e vincolante il carattere di sostenibilità, superando così le problematiche di scarsa trasparenza che prima caratterizzavano questo settore. Il legislatore identifica nel beneficio comune qualsiasi scopo che permetta il perseguimento di effetti positivi o in alternativa la minimizzazione delle esternalità negative prodotte dall’attività aziendale. Tale obbiettivo non è dunque da intendersi in contrapposizione o in una posizione di rilevanza rispetto all’interesse economico, bensì come elemento aggiuntivo della strategia societaria. Segue una dettagliata analisi sui punti focali della legge sulle società benefit, in particolare sui controlli quantitativi e qualitativi della performance sociale e ambientale, sugli standard di valutazione e sulla pubblicità ingannevole determinata dal mancato perseguimento degli obbiettivi prefissati. Infine, il report presenta il caso di studio delle start-up benefit, nuova tipologia di impresa che potrebbe avere uno sviluppo consistente in futuro grazie alla maggiore flessibilità di cui gode e alla possibilità di usufruire di vantaggi fiscali. Anche gli spin-off universitari, che nascono come start-up in grado di connettere il mondo dell’impresa con quello della ricerca, possono facilmente rientrare in questa categoria.

A cura della volontaria Valentina Cociancich

Data documento: 
Tuesday, March 12, 2019