CSRD: al via la consultazione pubblica
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CSRD: al via la consultazione pubblica

On line fino al 18 marzo 2024 la consultazione pubblica sul recepimento della direttiva sul Corporate Sustainability Reporting. Assobenefit avvia l’esame del testo per valutare un proprio contributo in risposta.

Il Dipartimento del Tesoro ha avviato la consultazione pubblica sullo schema di decreto di recepimento della direttiva (UE) 2022/2464 Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), sugli obblighi di rendicontazione societaria di sostenibilità, elaborato con la  Ragioneria Generale dello Stato, all’esito di un primo confronto con le strutture tecniche delle Autorità interessate.

Scopo della direttiva è di promuovere la trasparenza e la divulgazione di informazioni da parte delle imprese riguardo agli impatti ambientali, sociali e legati alla governance delle loro attività, attraverso un rafforzamento degli obblighi di reporting da parte delle stesse.

Il recepimento della direttiva da parte dell’Italia dovrà avvenire entro il 6 luglio 2024.

La consultazione è curata dall’Ufficio V – Direzione V del Dipartimento del Tesoro. I contributi dovranno essere inviati entro e non oltre 18 marzo 2024.

Assobenefit all’opera nell’esame del testo

Impegnata a sensibilizzare il legislatore circa la crucialità dell’appuntamento volto a recepire la direttiva, Assobenefit ha avviato l’esame del documento insieme ad un gruppo di esperti, per valutare di intervenire con un proprio contributo e fornire una risposta entro il termine del 18 marzo.

«Anche se finora il tema è passato del tutto inosservato, la ratifica della direttiva europea in materia di sviluppo sostenibile e rendicontazione è un passaggio fondamentale per il destino delle nostre imprese», ha affermato il Presidente Mauro Del Barba, sottolineando come alcuni Paesi europei stiano valutando l’adozione di una legge sulle Società Benefit nel proprio ordinamento, pur in presenza della CSRD, segno che il modello Benefit offre una visione ampia, di medio-lungo termine e una governance di sostenibilità in grado di meglio cogliere la transizione in atto. «Oggi molte imprese valutano ciò che per la Società Benefit è peculiare: il duplice scopo, di lucro e di beneficio comune, e la valutazione di impatto, inserita nella Relazione da redigere annualmente. L’esempio del legislatore italiano ma soprattutto dei nostri imprenditori è seguito anche fuori dall’Italia, ora più che mai occorre rafforzare l’impegno».

Principali caratteristiche della CSRD e impatto sul sistema produttivo

  • Standardizzazione informativa: secondo gli standard europei (ESRS) definiti dall’EFRAG e adottati dalla Commissione UE; integrazione tra informativa finanziaria e non finanziaria nella relazione sulla gestione.
  • Audit: estensione ai report di sostenibilità dell’obbligo di essere assoggettati alla c.d. “limited assurance” (che confermi la conformità alla norma) nella prospettiva di raggiungere lareasonable assurance, tipica del bilancio d’esercizio. 
  • Prospettiva forward-looking dei report di sostenibilità: l’informazione di sostenibilità ha natura quantitativa e qualitativa – narrativa -, e dovrà avere carattere retrospettivo ma anche prospettico forward-looking sul medio-lungo periodo.
  • Ampliamento dell’ambito di applicazione: da 200 a 4.000 circa imprese Italiane coinvolte, tra cui le grandi imprese non quotate.
  • Trattamento differenziato per le PMI secondo il criterio di proporzionalità:
    • per le PMI quotate sono previsti standard semplificati, con possibilità di opt out fino al FY 2028
    • PMI non quotate possono comunque tenere un comportamento virtuoso e adottare standard volontari (in predisposizione da parte di EFRAG, Italia molto attiva tramite il Tavolo per la Finanza Sostenibile)
  • Entrata in vigore scaglionata: a seconda dell’impresa, si dovrà iniziare a rendicontare a partire dall’anno fiscale 2024 (imprese quotate con più di 500 dipendenti) al 2026 (PMI quotate).
  • Regime per le imprese con sedi in paesi extra-UE.

Per maggiori informazioni visita la pagina web del Mef

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