L’associazione nazionale delle Benefit rafforza la missione con un nuovo assetto giuridico, una visual identity rinnovata e la pubblicazione del primo Position Paper. Morganti: «Diventare ETS non cambia la nostra direzione di marcia: la accelera.». L’Italia è al primo posto per diffusione del modello.
Con l’iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), Assobenefit acquisisce ufficialmente la qualifica di Ente del Terzo Settore (ETS). Un passaggio che fa dell’Associazione Nazionale delle Società Benefit il punto di incontro tra mondo imprenditoriale, società civile e istituzioni. Il riconoscimento formale arriva a seguito dall’approvazione della modifica statutaria deliberata all’unanimità dall’assemblea dei soci, il 23 aprile scorso. Un’evoluzione che il Consiglio Direttivo entrato in carica un anno fa aveva come obiettivo prioritario.
«Diventare ETS non cambia la nostra direzione di marcia: la accelera.» dichiara il Presidente di Assobenefit Marco Morganti: «Assobenefit ha sempre lavorato per costruire ponti tra il mondo dell’impresa e le istituzioni, perché la transizione verso un’economia più equa e sostenibile richiede la convergenza di tutti gli stakeholders. Il nuovo assetto è la premessa di un partenariato riconosciuto. Vogliamo portare la parola delle imprese benefit nei luoghi dove si decide il futuro del Paese».

Il valore di questo passaggio è strategico: sul piano istituzionale la qualifica ETS porta Assobenefit a essere interlocutore privilegiato nelle sedi di confronto con la Pubblica Amministrazione, ampliando le possibilità di partecipazione a bandi, tavoli tecnici e processi di consultazione formale. Il contesto in cui l’associazione opera è unico: al 31 marzo, le Società Benefit italiane sono 5.754, un numero in costante crescita che colloca l’Italia al primo posto nel mondo per diffusione del modello.
In questo scenario straordinariamente favorevole, la missione di Assobenefit come Ente del Terzo Settore si amplia: oltre a rafforzare la comunità delle Società Benefit, l’associazione intende intensificare anche il coinvolgimento delle imprese “non benefit” che già operano con una visione orientata al beneficio comune, offrendo loro un punto di riferimento e di assistenza concreta nel passaggio al modello benefit.
A dieci anni dall’introduzione delle Società Benefit nell’ordinamento italiano, infatti, il modello ha raggiunto una maturità che richiede un salto avanti, dalla promozione del nuovo assetto giuridico allo spiegamento del suo significato economico, sociale e istituzionale.

Un primo passo in questa direzione è il Position Paper di Assobenefit, presentato durante la Giornata Nazionale delle Società Benefit: un documento che analizza lo stato del movimento benefit in Italia, evidenziandone punti di forza e fragilità e avanzando proposte rivolte al legislatore e agli attori istituzionali, come l’innovativa Matrice del Beneficio Comune. Il documento è ora disponibile online.
Per chi vuole approfondire, c’è già un appuntamento da segnare in agenda: il 23 settembre 2026 Assobenefit organizza il webinar “Più valore per la tua impresa Benefit”, aperto a imprenditori, manager e professionisti interessati a scoprire come anche il valore dell’associazionismo sia un motore di crescita e coerenza per il modello benefit.
In questo percorso si inserisce il rinnovamento della visual identity di Assobenefit: il nuovo logo e il sistema grafico accompagnano l’entrata fra le Istituzioni della società civile italiana. Forma e sostanza procedono insieme.
In copertina. La fotografia delle Società Benefit al 31 marzo 2026 secondo i dati dell’Osservatorio sulle Società Benefit, Camera di commercio Brindisi-Taranto e InfoCamere.
