A Ecomondo 2024 si è parlato di modello Benefit quale nuovo paradigma per l’economia circolare nei contesti urbani, così come nelle aree rurali: se ne è discusso durante l’incontro organizzato da Assobenefit durante l’ultima edizione dell’evento che ha visto protagonisti i Consiglieri Paolo Di Cesare e Sara Cirone e il Responsabile Relazioni Esterne Massimiliano Pontillo, insieme a Mattia Galipò di Utilitalia, Selena Mascia di Hera Luce SB, Giorgio Tanoni di Adriatica Oli SB e Pasquale Lepore di Officine Sostenibili SB.
Dalla tavola rotonda è emerso come le multiutility, in particolare, giochino un ruolo chiave nella creazione di valore, non solo economico, per i territori e per le città servite, nella gestione dei servizi di energia, acqua e rifiuti, e come oggi la Società Benefit appaia come la forma d’impresa più avanzata e adeguata per questa sfida.
Considerazioni confortate dai dati della recente Ricerca nazionale cui ha partecipato Assobenefit, insieme a Nativa, Research Department di Intesa Sanpaolo, InfoCamere, Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Padova e Camera di commercio di Brindisi-Taranto: secondo lo studio, il 32,5% delle SB italiane incentra le proprie finalità di beneficio comune sul “capitale sociale”, inteso come legame con gli stakeholder e con il territorio in cui le aziende operano e sono inserite.
In questo contesto, le reti pubblico-private (fisiche e virtuali) sono fondamentali per traghettare una transizione green che porti a una diffusione più capillare e reale della sostenibilità.