CSRD: il Position Paper di Assobenefit
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CSRD: il Position Paper di Assobenefit

Il 18 marzo si è conclusa la consultazione pubblica in merito al decreto di recepimento della direttiva sul Corporate Sustainability Reporting. Dopo l’esame del testo, Assobenefit ha fornito il proprio contributo in risposta.

In risposta allo schema di decreto di recepimento della Direttiva UE 2022/2464, Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), elaborato dal Dipartimento del Tesoro e dalla Ragioneria Generale dello Stato e messo in consultazione pubblica, Assobenefit ha espresso la sua posizione con determinazione e apertura al confronto, nella consapevolezza che il recepimento della CSRD rappresenta un passo importante nel percorso verso la sostenibilità delle imprese, ma di certo non definitivo.

«Il position paper elaborato da Assobenefit riflette l’impegno della nostra associazione nel concorrere all’affermazione di un modello economico di sviluppo sostenibile nella convinzione che la qualifica di Società Benefit sia l’innovazione che più ci avvicina a quella che sarà l’impresa del futuro. – commenta il Presidente Mauro Del Barba – Abbiamo sostenuto un approccio che favorisca la trasparenza, l’equità e la sostenibilità, garantendo nel contempo un quadro normativo flessibile e adattabile alle esigenze delle imprese; e abbiamo espresso una posizione che tenga conto dell’impatto che indirettamente la CSRD avrà sulle oltre 3500 Società Benefit non soggette a CSRD».

Il Position Paper di Assobenefit.

Tre i punti principali di proposta che emergono dal documento e riguardano:

  • l’adozione di un “approccio inclusivo che preveda un dialogo e confronto con le associazioni di categoria, tra cui Assobenefit, al fine di favorirne l’adeguamento, soprattutto per quelle società che, non rientrando nell’obbligatorietà della DNF, affrontano, per la prima volta, la rendicontazione obbligatoria. In tale contesto diventerà fondamentale creare delle linee guida, workshop e programmi di formazione, risorse pratiche, recependo e contestualizzando, in parte, quanto già prodotto da EFRAG…“;
  • l’individuazione dei punti di collegamento rispetto all’attuale legge sulle Società Benefit con particolare riferimento alla definizione del beneficio comune e alla relazione annuale/valutazione di impatto, avviando, fra l’altro, “un tavolo di lavoro con lo scopo di redigere un documento di interoperabilità rivolto ai responsabili della rendicontazione, come già effettuato da EFRAG con il GRI-ESRS Interoperability Index, con l’obiettivo di ricollocare rispetto agli ESRS gli elementi della relazione annuale previsti dalla legge 208/2015”;
  • la collocazione del soggetto o dei soggetti responsabili a cui affidare funzioni e compiti volti al perseguimento delle finalità di beneficio comune, rispetto alla CSRD.

«Vediamo con favore l’adozione ed il recepimento della direttiva che, però, costituirà solamente il primo passo formale per la creazione di un nuovo mercato che stimoli il duplice scopo delle imprese, il ruolo degli stakeholder e la rendicontazione dell’impatto prodotto. Soprattutto, vogliamo che questo recepimento ponga alla ribalta in Europa il modello Benefit», aggiunge il Presidente Del Barba.

E conclude: «Ci auguriamo quindi che prosegua il dialogo costruttivo, avviato dal Dipartimento del Tesoro nell’aprire la consultazione pubblica su questo importante schema di decreto, mentre certamente saldo resterà il nostro impegno finalizzato a favorire un quadro normativo che promuova la trasparenza e la responsabilità nella rendicontazione non finanziaria, ma che soprattutto possa sviluppare l’innovazione e la crescita sostenibile delle imprese italiane».

Leggi il documento.

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