Essere benefit: cosa fa la differenza?
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Essere benefit: cosa fa la differenza?

Durante l’edizione 2024 del Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale, Assobenefit ha organizzato un incontro moderato dal Responsabile delle Relazioni Esterne dell’Associazione Massimiliano Pontillo.

In apertura è intervenuta la Vice Presidente di Assobenefit Monica De Paoli ricordando le finalità dell’Associazione, nata nel 2018, di accompagnamento, sviluppo e monitoraggio delle Società Benefit italiane: «È stato fatto un grande percorso, anche grazie alla motivazione delle imprese. L’intervento europeo ha contribuito a rafforzare il modello, ma certamente una produzione scientifica a supporto di questa scelta è stata, ed è, fondamentale. Dopo un primo periodo di incertezza, la crescita delle benefit risulta inarrestabile».

La Vice Presidente ha proseguito nel corso del suo intervento evidenziando come Assobenefit sia impegnata su diversi filoni di ricerca, ad esempio per comprendere se, e come, le benefit siano pronte per la CSRD – Corporate Sustainability Reporting Directive, sia quando interessate direttamente che indirettamente come filiera. Ha, inoltre, aggiunto: «Intendiamo iniziare a capire quali figure professionali possono svilupparsi dentro e intorno alle imprese benefit e quali nuove competenze saranno necessarie. In questo siamo supportati dalle nostre associate che hanno attivato un sistema di networking interno essenziale per restare aggiornati e anticipare le dinamiche».

All’incontro hanno partecipato anche Alessandra Barlini di Operàri, Primo Barzoni di PALM SpA Società Benefit, Alba Capaccioli di ASACERT, Nicola Pavesi di Publifarm e Claudia Sanesi della Camera di commercio di Brindisi – Taranto.

«Oggi ci sono molti focolai di crisi che impattano sull’economia e la società, e di conseguenza sul modo di fare impresa. Le benefit affrontano bene la cosiddetta “policrisi”, considerata l’attenzione ai territori e ai lavoratori e all’apporto che offrono per passare dalla società dell’io alla società del noi.” Ha dichiarato in chiusura la Vice Presidente De Paoli – “Le aziende felici lo fanno meglio (il budget)” recita il titolo dell’ultimo libro di Walter Rolfo. Oggi credo che – per il percorso di transizione che il nostro Paese sta vivendo e con gli effetti dell’intelligenza artificiale ancora largamente ignoti – le società benefit siano fra queste aziende felici che, meglio di altre, sono in grado di assicurare la tenuta del nostro sistema socio – economico».

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