La CSRD al centro del dibattito nella Quinta Giornata Nazionale delle Società Benefit
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La CSRD al centro del dibattito nella Quinta Giornata Nazionale delle Società Benefit

Mauro Del Barba: «E’ l’opportunità più grande che abbiamo per inserire l’approccio delle SB in un contesto più ampio che riguarda tutta l’Europa e il modello di sviluppo che si sta costruendo». Gli altri temi della Giornata: ricerca ed evoluzione normativa, sviluppo dei territori e leadership femminile.

Si è svolta a Roma la Quinta Giornata Nazionale delle Società Benefit, promossa da Assobenefit, l’associazione che dal 2018 sostiene e promuove i valori identitari delle Società Benefit, modello d’impresa sostenibile sempre più diffuso in Italia e in Europa.

Quest’anno l’evento dal titolo #iosonobenefit – La nostra visione, il nostro impegno, il nostro orgoglio ha evidenziato, attraverso il lavoro di ricerca degli esperti e l’esperienza delle imprese, gli elementi valoriali che rendono le Società Benefit vere game changer nell’arena economica contemporanea.

«In questa V Giornata Nazionale delle Società Benefit abbiamo focalizzato l’attenzione sulla CSRD – ha dichiarato Mauro Del Barba, Presidente di Assobenefit perché rappresenta l’opportunità di inserire il modello e relativo valore dell’assetto giuridico delle SB in un contesto più ampio che riguarda l’Europa tutta, e il cambio di paradigma che si sta costruendo».

Durante i lavori è emerso come per Assobenefit si tratti di un giro di boa verso un ruolo sempre più di indirizzo e di rappresentanza della ‘stakeholder economy’.

La CSRD rappresenta un ulteriore passo in avanti ma non chiude il cerchio: la sfida è molto più complessa. La reportistica e gli indicatori sono certamente importanti, ma il vero fine è cambiare il modello di sviluppo e lo strumento che si ritiene più qualificato e avanzato è quello del duplice scopo.

Il beneficio comune, oltre il profitto, dovrà accompagnare sin dall’inizio tutte le azioni e progettualità dell’impresa.

Tra i relatori Emery Jacquillat, Co-fondatore della Communauté des Entreprises à Mission, l’associazione che raggruppa le imprese benefit francesi, introdotte nel 2019 sul modello della normativa italiana, che oggi sono 1.490 in crescita del +34% rispetto allo scorso anno: «Dobbiamo andare in Europa con un legal framework comparabile con CSRD, ma dobbiamo anche fare un ulteriore passo in avanti. Nell’analisi di doppia materialità la risposta alla domanda “qual è l’impatto che la mia impresa vuole avere all’esterno” è ciò che ne determina l’identità. Ora, con Assobenefit, stiamo lavorando – ed esercitando una forte azione di lobbying – per una direttiva europea sulle purpose-driven company che fornisca il quadro legislativo europeo volontario necessario a costruire un’economia sostenibile».

La Giornata ha evidenziato come anche la Pubblica Amministrazione stia scendendo in campo, cogliendo soprattutto il denominatore comune che si può creare tra territori, impresa, terzo settore e filantropia, laddove per ciascuno di questi attori si metta al centro il concetto di impatto. «In questo modo avremo disegnato l’impresa come soggetto politico, attore del cambiamento sociale e territoriale – prosegue Del Barba».

Nel corso dell’evento, sono stati presentati anche i primi risultati degli studi attualmente in corso, curati dall’associazione con primari partner scientifici e tecnici che confermanola forza intrinseca delle SB, espressione tangibile di una evoluzione profonda, possibile e già percepibile nel panorama imprenditoriale. 

Tra i dati emergenti risulta come tra il 2019 e il 2022 le Società Benefit abbiano registrato  performances economiche mediamente migliori rispetto alle altre imprese ‘tradizionali’ (crescita del fatturato: +37% vs +18%, redditività misurata dall’EBITDA margin: 9% vs 8,3%); come siano caratterizzate da un’elevata produttività per addetto, distribuzione della ricchezza verso i lavoratori e un forte orientamento verso l’innovazione e l’internazionalizzazione; e come nel 2023 il numero siacresciuto del 37,8% rispetto al 2022, raggiungendo quota 3.629 aziende, con più di 188mila persone occupate.

«Numeri incoraggianti che testimoniano come sia possibile fare impresa più performante e produttiva nel lungo periodo, non rassegnandoci a stare nella parte bassa del mercato, a concorrere esclusivamente sul prezzo e qualità senza avere questa nuova responsabilità delineata, riconosciuta e più coerente e rispondente alle attuali esigenze verso una sostenibilità capillarmente diffusa», conclude Del Barba

Integrare la sostenibilità all’interno dei modelli di Business: prospettive evolutive.

Sessione 1 | UE-Imprese: in cammino verso il reporting di sostenibilità.

Sessione 2, parte I | Profili, identità, rendicontazione. Focus sulla ricerca promossa da Assobenefit e Tiresia in collaborazione con Goodpoint Srl Società Benefit

Sessione 2, parte II | Impatto e business, primi dati dello studio triennale promosso dal gruppo di lavoro composto da NATIVA, il Centro Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali “Marco Fanno” dell’Università degli Studi di Padova, InfoCamere e la Camera di commercio di Brindisi – Taranto, Assobenefit.

Sessione 2, parte III | Identità e distintività delle Società Benefit nello scenario normativo e regolamentare. Possibili prospettive, punti chiave del documento elaborato dal tavolo di lavoro Assobenefit.

Sessione 3 | Women On Board: leadership femminile tra impetto e innovazione.

Sessione 4 | L’Italia al bivio, tra primato normativo su Socità Benefit e recepimento della CSRD.

Sessione 5 | Le filiere del valore benefit sui territori.

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