Sono disponibili qui i risultati della prima analisi delle finalità indicate negli statuti societari di oltre 3.600 Società Benefit italiane che per la prima volta ha mappato, anche tramite il supporto dell’intelligenza artificiale, gli impegni assunti dalle SB del nostro Paese per generare, oltre al profitto, un impatto sociale e ambientale positivo:
- il 32,5% delle finalità di beneficio comune è incentrato sull’impatto verso la comunità locale e il territorio;
- per l’impatto ESG, più della metà delle finalità (51,9%) si focalizza su impegni nell’area sociale, seguita da ambiente e governance;
- 8 aziende su 10 dimostrano consapevolezza sui temi materiali che influenzano maggiormente le performance di sostenibilità nel proprio settore.
È ciò che emerge dalla seconda parte della Ricerca Nazionale sulle Società Benefit 2024 condotta da Assobenefit insieme a NATIVA, Research Department di Intesa Sanpaolo, InfoCamere, Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Padova, Camera di commercio di Brindisi-Taranto.
Il Presidente di Assobenefit Mauro Del Barba: “Siamo soddisfatti ma non sorpresi dei risultati della ricerca nazionale che, tra le tante evidenze, attesta le migliori performance economiche ottenute dalle Società Benefit rispetto alle altre. Una conferma di quanto emerge nella letteratura internazionale che monitora gli andamenti delle imprese che decidono di abbracciare con consapevolezza e convinzione il percorso verso un nuovo modello economico basato sul beneficio comune, oltre che su quello del profitto. Ora abbiamo elementi per sapere con certezza che il comparto benefit fa la differenza: questo ci consente di aumentare anche il lavoro a supporto della singola società benefit, affinché ciascuna sappia capitalizzare per sé e per gli altri al meglio queste acclarate potenzialità.”
Anche grazie all’utilizzo di strumenti di IA applicati all’analisi testuale, sono state identificate 18.618 finalità specifiche di beneficio comune, in media 5,8 per azienda. Tali finalità sono state categorizzate secondo uno standard internazionale, evidenziando così gli impegni concreti e pubblici che queste aziende assumono nei confronti delle persone, delle comunità e dell’ambiente.
Le Società Benefit italiane dimostrano così un impegno per generare un impatto positivo sui propri stakeholder, caratterizzato da senso di appartenenza al territorio, consapevolezza organizzativa e orientamento all’equità. Più in particolare, dalla classificazione delle finalità emerge che:
- il 32,5% (6.045 finalità) ha come argomento il Capitale Sociale, a evidenziare il forte legame con la comunità locale e il territorio in cui le aziende sono inserite. Un approccio che, riprendendo il motto olivettiano, si può tradurre con il principio che «L’impresa è Comunità»;
- il 24,4% (4.542 finalità) riguarda l’innovazione del Modello di Business, con impegni relativi al ridisegno dei processi interni e lungo la catena di fornitura, delle logiche di progettazione di prodotti e servizi in ottica di sostenibilità;
- il 17,6% (3.271 finalità) afferisce alle politiche di gestione del Capitale Umano, che incide sull’equità, sull’organizzazione del lavoro, sul benessere e la valorizzazione delle persone, sui processi di formazione e sviluppo e sui modelli di welfare aziendale;
- il 13,4% (2.494 finalità) rientra nell’area Leadership e Governance e riguarda le pratiche di gestione aziendale (del rischio, la sicurezza, i conflitti di interesse) e la diffusione del modello benefit;
- e infine con il 12,2% (2.266 finalità) gli impegni per l’Ambiente. Percentuale dovuta al fatto che il 30,5% delle Società Benefit italiane appartiene al settore dei servizi, in cui gli impatti ambientali sono prevalentemente indiretti e quindi meno controllabili; inoltre, nello standard adottato, il lavoro di ottimizzazione dell’impatto anche ambientale dei processi e prodotti ricade nell’area Modello di Business.
A conferma dell’attaccamento alla comunità e al territorio, raggruppando le finalità secondo l’approccio ESG (Environmental, Social, Governance), si evidenzia una particolare attenzione alle attività che producono un impatto sociale positivo (9.671 finalità, 51,9%), seguite da quelle legate all’ambiente (4.832 finalità, 25,6%) e infine alla governance (4.115 finalità, 22,1%). Come prevedibile, la propensione a prendere impegni verso l’ambiente aumenta nelle aziende dei settori più hard, come la trasformazione delle materie prime, prodotti, infrastrutture e trasporti, in cui gli impatti ambientali sono diretta conseguenza delle scelte ambientali, mentre è minore nelle imprese di servizi.
La mappatura delle finalità di beneficio comune è stata realizzata utilizzando lo standard internazionale Sustainability Accounting Standards Board (SASB), riconosciuto a livello mondiale per la classificazione di questioni ambientali, sociali e di governance più rilevanti relativamente ai rischi finanziari associati in 77 diversi settori. Per ogni settore, lo standard SASB permette di analizzare anche la materialità, ovvero quanto un certo tema influenza le performance di sostenibilità dell’azienda in uno specifico settore.
Tra le Società Benefit, circa 8 su 10 (il 78,0%) hanno indicato almeno una finalità specifica di beneficio comune materiale, dimostrando consapevolezza su quali siano i fattori critici globali per aumentare l’impatto nel proprio settore. Il dato aumenta al crescere della dimensione aziendale: 75,5% per le micro aziende rispetto all’87,7% per le grandi, più strutturate. A queste finalità materiali (in media 2 per ogni azienda), le Società Benefit ne aggiungono altre che meglio interpretano la propria specifica vocazione e che ritengono rilevanti per il particolare contesto economico, sociale e ambientale in cui operano.
La ricerca completa è disponibile a questo link.