L’intervista alla nostra associata | Goodpoint
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L’intervista alla nostra associata | Goodpoint

A cura di Assobenefit

GoodPoint Srl Società Benefit nasce nel 2011 dall’incontro tra Nicoletta Alessi e Viviana De Luca, consulenti per il terzo settore, che hanno dato vita ad una società di consulenza a tutto tondo sui temi della sostenibilità e dell’impatto, che è “benefit nell’anima” e orientata al 100% al beneficio comune. 

Contribuire allo sviluppo di una comunità più responsabile, in cui ciascuno possa svolgere il proprio ruolo in modo consapevole, efficace, gratificante e sostenibile. A dichiararlo, facendone la propria mission, è Goodpoint, Società Benefit che, al di là della forma giuridica e delle certificazioni, ama definirsi una Buona Impresa, la cui attività è volta ad aiutare le organizzazioni nello sviluppo del loro ruolo sociale.

Goodpoint è oggi una società di consulenza a tutto tondo sui temi della sostenibilità e dell’impatto, che accompagna le organizzazioni profit e non profit sia attraverso il supporto strategico sia attraverso la realizzazione di progetti operativi a beneficio degli stakeholder. Come è nata Goodpoint?

Dall’incontro tra Nicoletta Alessi e Viviana De Luca nel 2011, dopo diversi anni di lavoro come consulenti per il Terzo settore, che avevamo svolto prima in maniera indipendente e poi insieme.”- confida Nicoletta Alessi, co-founder Goodpoint – “Abbiamo pensato che l’esperienza sui temi dell’impatto sociale che avevamo maturato lavorando nel non profit potesse essere in qualche modo utile alle aziende, per aiutarle a interrogarsi sul ruolo sociale che esse svolgono nella loro attività di impresa; e quindi abbiamo provato, pur continuando a fare consulenza al Terzo settore, ad ampliare in nostro sguardo verso le aziende, proponendo una consulenza alle loro attività di responsabilità sociale in prima battuta, che poi negli anni si è evoluta verso una consulenza a 360 gradi sui temi della sostenibilità e dell’impatto”. 

Nel 2019 arriva il cambio di passo e la trasformazione in Società Benefit, “Ma noi eravamo già società benefit nell’anima. Sin da subito non avevamo in mente di essere una “normale Srl” e abbiamo introdotto delle pratiche societarie particolari, per cui, ad esempio, Goodpoint non distribuisce utili e non dà un ritorno economico agli investitori, che è già una peculiarità”. In effetti una Società a Responsabilità Limitata, da Codice civile, nasce per dividere gli utili tra i soci… “Ma questo è proprio contro la nostra visione dell’impresa; in particolare era contrario a quello che volevamo fare con Goodpoint. Quindi, quando poi è uscita la legge sulle Società Benefit siamo stati ben felici, però era evidente che fossimo già una società benefit anche senza esserlo formalmente”. 

L’organizzazione continua a crescere in modo continuo e regolare ma resta piccola per scelta, e non per i limiti del mercato che, anzi, punta sempre più l’attenzione sui temi della sostenibilità e della responsabilità sociale. “Dal punto di vista dello scenario di mercato ci sono tante opportunità in questo momento, noi scegliamo ovviamente di crescere, perché significa aumentare anche l’impatto positivo sulla società, ma in modo da non tradire la nostra missione e il nostro stile”.

Dallo sviluppo dei progetti per i clienti all’assunzione e gestione dei collaboratori, fino agli investimenti, tutto nel lavoro di Goodpoint concorre a massimizzare l’impatto positivo e ridurre quelli negativi che, come per qualsiasi impresa, sono un rischio possibile. “L’essenza stessa di quello che facciamo è creare beneficio comune”. 

A questo punto chiediamo: quale è la sfida nell’essere 100% orientati al beneficio comune? La sfida è tenere in equilibrio tutti gli elementi della creazione di valore, perché se è ovvio che a livello macro non esistono trade off, nelle singole scelte quotidiane ci sono dei limiti: bisogna per esempio bilanciare le esigenze dei collaboratori, il loro benessere e la conciliazione vita-lavoro con le necessità dei clienti e dei progetti che vanno fattici sono poi i bisogni economici dell’azienda che, anzitutto, ha l’obiettivo di darsi sostenibilità nel tempo, affinché questo circolo virtuoso funzioni”.

Uno dei modi in cui Goodpoint genera il proprio impatto sociale, in modo indiretto, è accompagnare altre imprese nell’arco di tutto il percorso Benefit: dall’identificazione delle proprie finalità di Beneficio Comune, alla costruzione di piani d’azione; dalla costruzione di processi e strumenti di monitoraggio, alla rendicontazione e valutazione dell’impatto.

A conversare con Nicoletta Alessi di società benefit si capisce quanto siano ancora un oggetto misterioso, perché, sebbene in termini pratici le SB creino beneficio comune, la norma che lo istituisce, ha lasciato intenzionalmente ampio spazio di interpretazione alle imprese, che possono quindi configurare diversi approcci in base a cosa intendano per beneficio comune e quale visione abbiano rispetto all’impatto. 

Di qui, l’avvio di una ricerca che Goodpoint ha intrapreso con l’obiettivo di mettere a disposizione informazioni non solo per chi è già società benefit, ma anche per chi guarda a questo oggetto e non ha ancora capito cosa sia o se vi si riconosca. “Stiamo ricercando quei driver che permettano di creare non tanto delle categorie quanto dei profili in cui le aziende possano riconoscersi“.

Partendo dalla costruzione dello scenario delle Società Benefit in Italia, “abbiamo dedicato una prima fase all’analisi degli statuti, non tanto un lavoro scientifico quanto qualitativo rispetto all’approccio al beneficio comune, per cercare di individuare dei “profili”. Il secondo passo sarà l’osservazione delle relazioni di impatto, anche in base a questi “profili” di beneficio comune individuati preliminarmente. L’obiettivo finale è vedere se ci sono delle prassi che possano essere utilizzate e definire dei riferimenti”.

È uno studio che tocca le corde anche del lavoro di ricerca che Assobenefit sta svolgendo per andare a costruire, attraverso l’esperienza delle società benefit, prassi comuni e condivise attorno al beneficio comune.

Salutiamo Nicoletta Alessi e, nel ringraziarla, non possiamo non chiedere una consulenza anche per noi di Assobenefit. “Se posso fare un invito, è di non aver timore di dare delle indicazioni più chiare rispetto alla normativa e in particolare alla rendicontazione. Adesso è un momento critico secondo me, in cui le società benefit possono davvero diventare qualcosa oppure sparire nello scenario di una generica e confusa “sostenibilità apparente”; perciò, il ruolo di leadership di Assobenefit sarà cruciale per fare la differenza”.

Francesca Rossi Lunich

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