Storie di SB di successo: intervista alla nostra associata REDO SGR
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Storie di SB di successo: intervista alla nostra associata REDO SGR

Redo SGR è una Società Benefit in grande crescita, uno dei numerosi esempi concreti di SB di successo, riflesso della bontà di un modello che unisce virtuosamente l’obiettivo del profitto a quello del beneficio comune.

Fondata a fine 2019 e certificata Società Benefit due anni dopo, nel 2024 è stata confermata B Corp migliorando notevolmente il proprio punteggio, passato da 106 a 117 punti.

Una crescita che va di pari passo con l’aumento del numero dei dipendenti, passato da 33 nel 2023 a più di 40 a inizio 2025, e del fatturato, dai più di 4 milioni di ricavi del 2022 agli oltre 8 milioni del 2023. Una crescita favorita da un ambiente di lavoro con un basso turn over, attrattivo per i giovani talenti, con le persone al centro delle policy.

Abbiamo intervistato Victor Avila, esperto di sostenibilità in Redo SGR, in seguito al riconoscimento ricevuto dall’azienda con il Premio Impresa Sostenibile 2024 nella categoria Sostenibilità Sociale, promosso dal gruppo Sole 24 Ore in collaborazione con la Santa Sede. 

Ci racconti: qual è il business di Redo SGR?

Siamo nati da Fondazione Cariplo con un preciso scopo: mitigare la crisi abitativa nel milanese; oltre che nel capoluogo, oggi siamo presenti nel resto della Lombardia e puntiamo ad espanderci in altre regioni d’Italia. Siamo, infatti, una società di gestione di fondi immobiliari e gestiamo circa 2 miliardi di euro di investimenti di primari investitori istituzionali come Cassa depositi e prestiti, banche, assicurazioni, casse di previdenza e fondazioni di origine bancaria. Siamo specializzati in affordable housing, impegnati nella creazione di spazi di vita che siano allo stesso tempo di qualità ed economicamente sostenibili per le persone: più appartamenti di qualità a costi accessibili a Milano e nelle principali città lombarde. Oggi, abbiamo in gestione 2.300 appartamenti e oltre 1.500 posti letto per studenti in residenze universitarie; la cosa che ci rende orgogliosi è che l’incidenza dei nostri canoni di affitto è circa il 25% del reddito contro il dato medio di Milano che supera il 40%: abbiamo calcolato che i nostri inquilini hanno un risparmio medio di circa 6.000 euro l’anno. 

E perché essere benefit per Redo è così importante?

Siamo una Società Benefit fin dall’origine: è un tratto distintivo che ci ha permesso di avere dei chiari obiettivi su come creare spazi di vita accessibili integrando intenzionalmente dei principi di equità: la casa e la rigenerazione urbana sono delle grandi opportunità per rafforzare le comunità. Inoltre, contiamo su una rete di stakeholder basata sulla condivisione di valori, un elemento chiave dell’essere benefit. 

Essere benefit ci dà un approccio al business, alle persone, alle relazioni diverso già di partenza: mi piace affermare che il cambiamento è già in atto nel momento in cui il nostro statuto pone gli obiettivi di beneficio comune accanto a quelli di profitto: abbiamo questo elemento di “intenzionalità” non solo già scritto nel nostro DNA, ma nel nostro modo di agire e di pensare.

Inoltre, un altro aspetto interessante è costituito dall’alto grado di consapevolezza dato dall’essere benefit, che ci pone tra le aziende già pronte ad affrontare la transizione e i cambiamenti normativi in atto, come la doppia materialità richiesta dalla Corporate Sustainability Reporting Directive

La conoscenza della propria catena del valore caratterizza le Società Benefit e, nel nostro caso specifico, consente di bilanciare gli interessi degli investitori che puntano al profitto con quelli degli inquilini che puntano a un risparmio. Redo mira a creare un equilibrio tra i due scopi, riuscendo a farlo, grazie all’altissima competenza del nostro team e alla sua passione per la cura della progettazione, della costruzione e della gestione nel lungo periodo. 

Essere una SB pone anche delle difficoltà inaspettate?

Ci sono molte sfide da affrontare e tutte ci stimolano a guardare avanti e a migliorarci.

Per esempio, c’è la diffusa percezione dell’equivalenza tra essere società benefit ed essere un’organizzazione sostenibile: occorre trasferire il messaggio che il modello benefit consente di essere sostenibili ma non equivale a esserlo.

L’altra sfida, tipica del nostro settore, consiste nel far capire ai player che sostenibilità e rendimento non si escludono l’un l’altro, come emerge dalla Ricerca nazionale sulle SB, le quali hanno registrato un aumento del fatturatodel +37% in termini mediani, più del doppio rispetto alle imprese non-benefit (+18%). Ecco è un dato che noi portiamo davanti agli occhi dei nostri interlocutori, per dimostrare come il profitto economico possa accompagnarsi con lo sviluppo sostenibile dal punto di vista sia sociale che ambientale.

In Redo, inoltre, per trasformare le sfide in opportunità, stiamo lavorando moltissimo a una serie di progetti scalabili, per dimostrare che modello di business benefit e l’impatto sociale possono essere replicabili in modo efficiente.

Il nostro sguardo va sempre oltre il breve e medio termine, la nostra visione arriva al 2050.

Quanto è importante la governance per una SB come Redo?

La “buona governance”, come la definiamo in Redo, guida il cambiamento e rende possibile la transizione sostenibile, sia sociale che ambientale. In quest’ottica, ci siamo fortemente strutturati attraverso vari comitati, tra i quali un comitato completamente di membri esterni che ha il compito di valutare e monitorare secondo i criteri ESG un nostro fondo di investimento, classificato art. 9 ai sensi del Regolamento UE 2019/2088 (SFDR). Avere esternalizzato questo ruolo chiave risponde all’esigenza di cercare le migliori garanzie per evitare casi di green o social washing. 

Anche questo tipo di approccio proviene dal nostro essere benefit, a dimostrazione, ancora una volta, del valore che questo modello infonde in ogni nostra azione. Per creare un vero valore condiviso.

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